Curiosità su Robot e AI: 8 cose che forse non sai

La robotica e l’intelligenza artificiale (AI) sono due dei campi tecnologici che stanno rivoluzionando il mondo moderno. Mentre ci sembra di essere sempre più vicini…

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La robotica e l’intelligenza artificiale (AI) sono due dei campi tecnologici che stanno rivoluzionando il mondo moderno.

Mentre ci sembra di essere sempre più vicini a una realtà futuristica, è affascinante scoprire come molto di tutto ciò risalga in realtà al passato, mescolando storia, scienza e un pizzico di immaginazione.

In questo articolo esploreremo 8 curiosità che potrebbero sorprenderti su questi argomenti, tra cui origini storiche, invenzioni leggendarie e applicazioni inaspettate.

L’origine del termine “robot”

Il termine “robot” non è frutto di una scoperta scientifica, bensì di un’idea letteraria. Fu coniato dallo scrittore ceco Karel Čapek nel 1920, per la sua commedia teatrale R.U.R. (Rossum’s Universal Robots).

La parola deriverebbe dal ceco “robota”, che significa “lavoro faticoso” o “lavoro forzato”, un tema centrale nell’opera di Čapek, dove i robot, pur essendo macchine create per lavorare senza sosta, si ribellano agli esseri umani.

Non solo il termine robot è quindi strettamente legato al concetto di lavoro, ma racchiude anche una critica sociale verso un lavoro eccessivamente meccanico e alienante.

Sebbene i robot nella commedia fossero automi biologici, l’uso del termine si è evoluto nel tempo fino a descrivere macchine meccaniche e, successivamente, anche macchine dotate di intelligenza artificiale.

Oggi con il termine “ROBOT” si intende una qualsiasi macchina (più o meno antropomorfa – non tutti i robot sono infatti automi – ) che sia un manipolatore riprogrammabile, multiscopo, progettato per muovere oggetti, parti, attrezzi, o apparecchiature specializzate attraverso vari movimenti, programmati per l’esecuzione di una varietà di compiti* (altrimenti svolti dall’uomo)

*Fonte: Vocabolario Treccani

Il termine “robot”, nella sua accezione più moderna, non è quindi stato inventato da Isaac Asimov – come spesso si è soliti pensare -, ma è stato reso decisamente più popolare dalle sue opere di fantascienza, in cui compaiono per la prima volta il termine “robotica” e le famose leggi correlate.

Il primo robot della storia

La storia dei robot si intreccia inevitabilmente con quella degli automi meccanici.

Già nel Rinascimento, Leonardo da Vinci aveva progettato un “automobile” umanoide, ossia un robot in grado di muoversi autonomamente. Tuttavia, il primo robot realmente funzionante può essere considerato Elektro, un automa umanoide costruito nel 1939 e presentato alla Fiera Mondiale di New York.

Creato dalla Westinghouse Electric Corporation, il primo robot della storia era alto 2,1 metri, parlare, camminare e addirittura fumare una sigaretta!

Sebbene rudimentale rispetto ai robot moderni, rappresentava una straordinaria realizzazione tecnologica per l’epoca, dimostrando come il sogno di robot intelligenti e interattivi stesse iniziando a prendere forma.

Qual è la differenza tra robot e intelligenza artificiale?

La distinzione tra robot e intelligenza artificiale (AI) è fondamentale e non scontata.

Un robot – almeno fino a qualche anno fa – era considerabile una “semplice” macchina, fisicamente dotata di sensori, attuatori e motori, che gli consentono di eseguire compiti specifici, all’interno di un determinato contesto.

I robot possono essere programmati dall’uomo per eseguire azioni ripetitive o per adattarsi a determinate situazioni, ma non sono necessariamente “intelligenti”, ossia con capacità d’intendere.

È infatti l’intelligenza artificiale lo specifico campo di studio che si occupa della creazione di software in grado di simulare le funzioni cognitive umane, come l’apprendimento (machine learning), il ragionamento, la percezione e la capacità decisionale.

I robot possono divenire quindi una “macchina intelligente” solamente con l’intervento dell’AI, che è il cuore che permette loro di apprendere dai dati, prendere decisioni autonome e risolvere problemi in modo – seppure sempre “meccanico” – più simile agli esseri umani.

In altre parole, mentre i robot possono eseguire compiti fisici nel mondo reale, l’AI è ciò che consente loro di “mettere insieme i pezzi” e adattarsi in modo intelligente anche situazioni nuove.

Un robot senza AI è una macchina che segue istruzioni, mentre un robot con AI può evolversi e migliorarsi autonomamente su base scientifica, logica e matematica.

Perché quindi non tutti i robot vengono dotati di AI? In parte perché non sempre è necessario, ma anche perché i costi sono ancora piuttosto proibitivi.

Quanto costa un robot con AI?

I costi dei robot con AI variano ampiamente, a seconda delle loro capacità e applicazioni. I modelli più semplici, come i robot domestici (ad esempio, aspirapolvere smart), possono costare tra 200 e 1.500 euro.

In questo caso infatti i robot sono dotati di AI solo per navigare autonomamente nelle case, riconoscere ostacoli e ottimizzare i percorsi di pulizia.

I robot più complessi, come quelli industriali o medico-chirurgici, sono però ovviamente molto più costosi.

I robot industriali (usati nelle linee di assemblaggio, nella logistica e nei magazzini automatizzati) possono arrivare a costare decine di migliaia di euro, mentre i robot umanoidi dotati di AI avanzata, progettati per applicazioni come la customer service o la ricerca, possono superare anche il milione di euro, a oggi.

I robot progettati per la medicina, come il sistema Da Vinci che assiste i chirurghi durante le operazioni, hanno un costo di circa 2 milioni di euro, a cui vanno ovviamente aggiunti i costi di manutenzione e formazione.

Ma facciamo un passo indietro: per cosa vengono usati i robot intelligenti e perché?

Intelligenza artificiale e robotica: quali sono le applicazioni pratiche?

La combinazione di robotica e AI ha portato a un’ampia varietà di applicazioni pratiche, che spaziano dall’industria alla vita quotidiana.

Ad esempio, nel settore industriale, i robot sono utilizzati per compiti come saldatura, assemblaggio e imballaggio, rendendo più efficienti e precise operazioni ipoteticamente pericolose.

In ambito logistico, i robot autonomi sono usati nei magazzini per spostare merci, impacchettare e ordinare articoli, aumentando l’efficienza e riducendo gli errori.

Un esempio molto noto è il sistema Amazon Robotics, che sta utilizzando sempre più robot per gestire e smistare pacchi nei suoi centri di distribuzione.

Nell’ambito medico, l’intelligenza artificiale permette ai robot di assistenti chirurgici di eseguire operazioni con estrema precisione, riducendo i rischi per i pazienti.

Inoltre, robot di assistenza sociale sono utilizzati per prendersi cura degli anziani, monitorare i parametri vitali e migliorare la qualità della vita.

L’utilizzo dei robot intelligenti non si limita però ad applicazioni puramente pratiche, perché ovviamente la curiosità umana non è mai sazia di sperimentazione e non perde occasione per provare a superare i suoi limiti.

Facciamo quindi qualche esempio…

L’AI Robot che scrive poesie

Nonostante sembri una caratteristica che appartiene solo alla fantasia, esistono davvero robot che sono in grado di scrivere poesie grazie all’AI.

Ad esempio, Sophia, il famoso robot umanoide creato da Hanson Robotics, ha collaborato con scrittori e artisti per creare poesie, facendo interagire per la prima volta  AI e creatività umana.

Sebbene le poesie scritte da robot possano risultare “insolite”, sollevano interrogativi profondi sulla natura della creatività, su come la tecnologia possa contribuire alla produzione artistica e sul confine tra sensibilità umana e robotica.

Esistono robot con emozioni?

I robot non possono avere ovviamente “emozioni reali” come le nostre, ma sono in grado di simularle, per interagire in modo più naturale con gli esseri umani.

Grazie all’intelligenza artificiale, alcuni robot possono infatti riconoscere segnali emotivi – attraverso l’analisi del volto o del tono di voce – e reagire di conseguenza.

Ad esempio, Pepper, un robot progettato da SoftBank, è in grado di riconoscere espressioni facciali e rispondere in modo empatico.

I robot non provano quindi emozioni umane, ma la loro simulazione può essere particolarmente utile in contesti come la robotica sociale o l’assistenza agli anziani, dove l’aspetto emotivo è cruciale nello stabilire una connessione.

Parlando di emozioni e di “umanità”, è però molto interessante notare anche come la curiosità e l’istinto di esplorazione siano talmente rappresentativi dell’essere umano quanto spesso delegati ai robot…

Robot nello spazio

L’esplorazione spaziale è un altro campo in cui i robot e l’intelligenza artificiale giocano un ruolo cruciale.

Dalla missione Apollo 11 alla recente esplorazione di Marte, i robot sono stati fondamentali per raccogliere dati e compiere esperimenti in ambienti che sarebbero letali per l’uomo.

I rovers su Marte, come Curiosity e Perseverance, sono dotati di AI avanzata che consente loro di navigare autonomamente, analizzare il terreno e inviare dati alla Terra.

Anche la NASA e altre agenzie spaziali stanno sviluppando robot per future missioni lunari e per l’esplorazione di asteroidi, dove la presenza umana sarebbe impossibile o troppo rischiosa.

Ma la sperimentazione passa anche dal design, e non sempre con fini puramente pratici…

Robot nella moda

La robotica sta trovando spazio anche nel mondo della moda, trasformando non solo la produzione, ma anche il design e le sfilate.

Un esempio interessante di come i robot vengano integrati nel settore è l’uso di stampa 3D e robot industriali per la creazione di capi sempre più innovativi.

I robot in questione sono in grado di progettare e realizzare abiti con una precisione millimetrica, dando vita a creazioni uniche che sarebbe difficile ottenere con metodi tradizionali.

Inoltre, i robot stanno entrando anche nel mondo delle sfilate: nel 2018, ad esempio, il Museo delle Scienze di Londra ha ospitato un evento in cui una modella robot di nome Inkha ha sfilato indossando abiti creati utilizzando l’intelligenza artificiale.

Inkha non è solo un manichino animato, ma un vero e proprio modello dotato di intelligenza artificiale, che interagisce con il pubblico, crea conversazioni e può anche personalizzare il proprio outfit in base alle tendenze emerse.

La robotica nella moda non solo automatizza quindi la produzione, ma porta anche nuove forme di espressione artistica, introducendo l’idea che la tecnologia possa diventare una forma di stile e innovazione.

Stessa cosa succede nell’arte…

Robot nell’arte

Anche nel campo dell’arte, i robot stanno facendo una vera e propria rivoluzione, diventando artisti a tutti gli effetti.

Da robot che dipingono a quelli che creano sculture, la robotica sta sfidando i confini della creatività.

Un esempio di applicazione robotica nell’arte è il lavoro di Ai-Da, un robot artista che utilizza AI per produrre dipinti, disegni e performance. Ai-Da è in grado di osservare il mondo attraverso una telecamera e, grazie alla sua AI, analizzare e riprodurre ciò che vede in un’opera d’arte.

Un altro esempio interessante sono i robot usati nelle installazioni interattive, dove l’arte non è solo quella che si guarda, ma anche quella con cui si interagisce.

Alcuni artisti moderni utilizzano robot per creare ambienti immersivi dove le macchine sono in grado di rispondere alle emozioni e alle azioni del pubblico, trasformando l’esperienza artistica in qualcosa di dinamico e in continuo cambiamento. Così, la robotica non solo contribuisce all’evoluzione della produzione artistica, ma spinge anche il concetto di arte verso nuove forme di interazione e partecipazione.

All’inizio di questo articolo parlavamo però anche di curiosità divertenti… Ecco quindi qualche record, che potrebbe farti sorridere.

Record mondiali di robot

Nel mondo della robotica, ci sono una serie di record mondiali che testimoniano l’incredibile avanzamento della tecnologia.

Alcuni di questi record riguardano la velocità, la forza e la complessità dei robot.

Nel 2018, un robot industriale ha battuto il record di velocità, completando un compito in meno di un secondo, dimostrando quanto le macchine possano essere rapide e precise al contempo.

Il robot più veloce del mondo è infatti stato progettato per assemblare componenti elettronici in tempo record, riducendo al minimo il margine di errore e aumentando l’efficienza in modo esponenziale.

Altri record sono legati a robot umanoidi come Sophia, uno dei robot più famosi al mondo, che ha ottenuto il record di cittadinanza (è stata la prima intelligenza artificiale ad essere dichiarata cittadina, in Arabia Saudita nel 2017), segnando un punto di svolta nelle discussioni su diritti e responsabilità delle intelligenze artificiali.

Un altro record interessante riguarda il robot umanoide più alto: il gigante “Kodomoroid” (una sorta di presentatore virtuale in Giappone), che ha raggiunto i 2,2 metri di altezza, diventando una figura prominente nella presentazione di eventi pubblici.

Questi record, insieme ai progressi in robotica autonoma e intelligenza artificiale, mostrano come i robot non solo siano destinati a facilitare la nostra vita quotidiana, ma anche a battere limiti che fino a poco tempo fa sembravano impossibili da superare.

Queste curiosità su robot e intelligenza artificiale mostrano quanto queste tecnologie si stiano evolvendo e quanto possa essere entusiasmante guardare al futuro.

Con applicazioni che spaziano dall’industria alla creatività, dalla medicina alla scienza spaziale, i confini tra uomo e macchina continuano a sfumare, aprendo nuove possibilità e sollevando interrogativi etici e filosofici sul ruolo delle macchine nella nostra vita.